The Walking Dead9×02 The Bridge – 9×03 Warning Signs

Il gesto di Maggie dà vita a un effetto domino che porterà gli eventi a precipitare, mettendo a rischio il sogno di Rick. Intanto una nuova minaccia fa capolino nell'apparente serenità (e stavolta non è la perdita di qualità).

Dopo la stanca premièreThe Walking Dead affronta le conseguenze del gesto di Maggie, che crea un pericoloso effetto domino sugli eventi a venire. Una coppia di episodi curata che per la maggior parte del tempo riesce a non annoiare lo spettatore. E, visti i precedenti, si tratta già di una vittoria.

ATTENZIONE: attraversamento spoiler!

The Bridge

A un mese dall’impiccagione di Gregory, il ponte è quasi finito, con la collaborazione di tutte le comunità. I malumori però non si sono attutiti e la sparizione di alcuni savior acuisce il malcontento, costringendo più di una volta Rick a intervenire. Nel frattempo a Hilltop Maggie affronta Michelle, che la convince a creare un insieme di norme comuni da adottare tra le comunità, smussando l’astio della leader nei confronti dei Salvatori. Sarà il colloquio con Earl, che aveva provato ad assassinarla, a persuadere la donna sul da farsi, seguendo a grandi linee la condotta indicata da Rick ma in maniera indipendente.

La non sottilissima metafora del ponte, già esplicitata nel titolo dell’episodio, viene continuamente ribadita durante i quaranta minuti, a sottolineare l’importanza della collaborazione in vista di un futuro migliore per tutti. A compensare questo eccesso di ottimismo ci pensa il ritorno di Negan, pur limitato ai minuti finali della puntata. Nonostante questo breve lasso di tempo, il carismatico leader dei savior riesce comunque ad occupare pienamente la scena, macchiando col suo cinismo il sogno di Rick.

L’illusione dell’ex sceriffo che anche le brutte giornate contribuiscano, nel bene o nel male, a creare l’utopia agognata avrà vita breve, perché le scintille del malcontento continuano a covare sotto il vento di un’unione mai pienamente accettata da tutti. Nonostante le buone parole, a tratti persino convincenti, di Rick sul fatto che non si tratti adesso più di sopravvivenza, quanto di costruire una vita nuova laddove fuori è tutto morto, e nonostante la forzata volontà di Maggie di credere nella redenzione, le cicatrici sono ancora troppo doloranti per perdonare la mano che le ha causate.

Nel frattempo non manca occasione per la nascita di qualche nuova (improbabile) coppia: Gabriel ha perso un occhio ma, a quanto pare, ha guadagnato in charme, stregando Jadis/Annie, che quando non è in altre faccende affaccendata becca un elicottero di passaggio ma non avvisa gli altri. È solo uno dei due misteri che l’episodio propone, chiudendo con un cliffhanger sull’assassinio di Justin, uno che non ha mai provato a diventare simpatico al pubblico e che aveva il destino segnato ancor prima del casting.

L’episodio va giù senza particolari problemi, nonostante qualche dialogo attinga pienamente ai manuali di retorica, ma nel qualiticidio delle stagioni precedenti risalta per la sua normalità.

Warning Signs

L’omicidio di Justin interrompe l’ultimazione del ponte (metaforico e non, manco a dirlo). La comunità dei savior è sul piede di guerra e Rick per placare gli animi decide di indagare su quanto sta avvenendo, formando dei gruppi di ricerca. La puntata si trasforma in un Chi ha sparato al signor Burns? fino alla rivelazione finale, quando scopriamo che a Oceanside sanno pescare come covare vendetta. Saranno Maggie e Daryl a venire a capo del mistero, trovando al contempo nell’impiccagione di Gregory la causa scatenante dell’insurrezione di Cyndie e le altre.

Maggie ha aperto con la sua esecuzione il vaso di Pandora, allargando la crepa tra i savior e gli altri, indiscriminatamente. La donna avverte il peso della sua decisione ed è pronta a fermare la violenza, non fosse per quel “no exceptions” che richiama le medesime parole usate da Negan prima di massacrare Glenn, e che la spinge a imboccare il sentiero che condurrà lei e Daryl dalla parte opposta a Rick, al confronto vendicativo con l’ex leader dei Salvatori.

La giornata felice di Rick, MichonneJudith è solo momentanea, destinata a precipitare sia per l’affaire savior, sia per l’altra minaccia, ancora ignota al gruppo. Jadis è infatti in combutta con i misteriosi personaggi dell’elicottero, cui vende membri dei nostri in cambio di provviste. Scoperta da Gabriel, la donna tenta di convincerlo a cominciare una nuova vita insieme lontana da Rick&co, in cambio del suo silenzio, ma l’uomo di fede rifiuta, finendo per venire atterrato.

Anche in questo caso allo sceriffo spetta un ottimo discorso, che riesce a ridare dignità a un personaggio fin troppo bistrattato dagli autori per essere il protagonista. La maturazione di Rick è sicuramente funzionale alla sua martirizzazione futura, ma fa comunque piacere vedere che è tornato in sé ed è capace di argomentare (o quantomeno tentare) persino le opinioni più smaccatamente buoniste. Forse è per questo che il suo nuovo mondo sta per precipitare, incapace di accettare un’evoluzione che metterebbe di fronte agli occhi la violenza che li ha portati a sopravvivere fino ad ora e di cui forse adesso, che è diventata una parte integrante dell’animo, non c’è più bisogno.

L’episodio si distingue un po’ dal precedente in meglio, confermando un’inusuale attenzione ai dettagli che la serie sembrava avere perso (i ritratti di Glenn, Hershel e Beth nel salone di Maggie, le parole di Arat, l’impronta della mano di Carl a casa di Rick). Non siamo di fronte a due puntate eccezionali di The Walking Dead, e ci allontaniamo dalle vette di movimentata noia dello scorso anno; si tratta piuttosto in questo caso di due buoni episodi che hanno nell’essenzialità dell’azione e nella ponderazione dei dialoghi un buon punto di (ri)partenza per la stagione.

Note

  • La casa in cui si imbattono Maggie e Cyndie durante le loro ricerche è un omaggio a La notte dei morti viventi di Romero, caposaldo dei film sugli zombie, e ambientato in un edificio uguale a quello.
  • 7/10
    Storia - 7/10
  • 6.5/10
    Tecnica - 6.5/10
  • 7/10
    Emozione - 7/10
6.8/10

Summary

Una coppia di episodi che, pur nella sua semplicità, regala un po’ di respiro alla narrazione di The Walking Dead, costruendo un plausibile orizzonte degli eventi e ridando dignità al protagonista. C’è qualche speranza di arrivare a fine stagione senza troppi sbadigli.

Porcamiseria

6.8

Una coppia di episodi che, pur nella sua semplicità, regala un po' di respiro alla narrazione di The Walking Dead, costruendo un plausibile orizzonte degli eventi e ridando dignità al protagonista. C'è qualche speranza di arrivare a fine stagione senza troppi sbadigli.

Storia 7 Tecnica 6.5 Emozione 7
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