Class

1×01 For Tonight We Might Die – 1×02 The Coach With the Dragon Tattoo

Giuseppe Capuano
Scritto da Giuseppe Capuano

Un gruppo di adolescenti alle prese con alieni, crepe nel tessuto dello spazio-tempo e i tradizionali problemi che affliggono i giovani di oggi. Se il tutto vi suona familiare probabilmente è perché Class, il nuovo spin-off di Doctor Who, non riesce nei suoi primi due episodi a smarcarsi dai cliché del genere.

Class è l’ultimo (in ordine numerico) spin-off di Doctor Who, completamente incentrato su personaggi nuovi e inediti nella serie “madre”. Si può parlare infatti, più che di un appendice, di uno show parallelo, che condivide principalmente l’universo narrativo del Dottore (che si ritaglia un breve ma essenziale cammeo nel pilot), ma si concentra su tematiche differenti affrontate in salsa teen.

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For Tonight We Might Die

Nella prima puntata di questa stagione vediamo come la Coal Hill School sia cresciuta in fama e struttura dall’ultima volta che l’abbiamo vista (nella nona stagione di DW), e adesso si presenta come un’accademia in cui non sono infrequenti misteriosi episodi di sparizioni degli studenti. A peggiorare la situazione arriva una crepa nello spazio-tempo che permette l’ingresso di letali creature aliene. I primi a giungere sulla Terra sono gli Shadow Kin, guerrieri ombra responsabili di diversi genocidi e ora alla ricerca di due alieni sopravvissuti all’ultimo massacro. Questi hanno assunto le sembianze dello studente sfigatello e omosessuale Charlie (nella realtà principe del pianeta massacrato dai Kin) e dell’insegnante di scienze miss Quill (nemica giurata di Charlie e a lui connessa come punizione per una tentata ribellione), entrambi con evidenti difficoltà di adattamento al nuovo contesto. AprilTanyaRam e Matteusz si uniscono ai due nella lotta contro gli ombreggianti alieni, ma lo faranno al caro prezzo della perdita del cuore di April, sottratto dal re dei Kin Corakinus, e della fidanzata di Ram, massacrata davanti ai suoi occhi proprio dal sovrano alieno. Arriverà il Dottore a mettere in chiaro le cose alla male assortita gang, e, riconoscendo l’impossibilità di trovarsi in più posti contemporaneamente, investe il gruppo del compito di proteggere la scuola da tutto ciò che la crepa farà passare.

La premessa dello show non è di certo la più originale, tanto che sono i ragazzi stessi a fare dell’autoironia elencando serie dalla trama simile (Buffy, Once Upon a Time, The Vampire Diaries), ma, al di là della struttura narrativa, non sono inediti neanche alcuni espedienti utilizzati: troppo simili gli Shadow Kin ai Vashta Nerada della quarta stagione di DW, così come la crepa nello spazio-tempo richiama (forse volontariamente, ma il Dottore non ne fa neanche cenno) quella della quinta. Non passano inosservati neanche i riferimenti più sommessi, quelli che giustificano la particolare attenzione del Dottore per lo sgangherato gruppo: da una parte il destino di Charlie e Quill che in qualità di ultimi della propria specie non sono diversi dal gallifreyano; dall’altra Alice che condivide il proprio cuore con Corakinus, in una sorta di chiasmo al doppio muscolo del Dottore. Ritroviamo nella serie anche alcuni elementi tipici della serialità britannica, a cominciare dal gruppo, marcatamente multietnico, fino al montaggio frenetico di alcune scene d’azione.

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Un pilot che non regala né grandi emozioni né psicologie particolarmente brillanti: Ram sembra più preoccupato dello sport che della morte della sua fidanzata, e l’episodio successivo non è abbastanza a compensare una mancanza così evidente. Si nota in alcuni punti una certa tendenza a osare col sangue, senza l’eccessività dello splatter ma nettamente più presente rispetto alla media del genere (britannico soprattutto). I personaggi non si distinguono in maniera significativa e ciò è solo parzialmente imputabile alla natura “espositiva” del pilot: una puntata che stenta a trovare un’identità, non necessariamente cattiva né oggettivamente eccelsa, per cui è più facile affermare ciò che non è piuttosto che la reale essenza. Bisogna capire se le intenzioni della BBC erano quelle di avvicinare un target più giovane alle avventure di un Dottore che non ha più le fattezze immature di Matt Smith, il che farebbe un torto a Capaldi anzitutto e alle serie originale in secondo luogo. Un esperimento non troppo convincente che alla sua prima presentazione non va oltre la sufficienza.

2.5

 

The Coach with the Dragon Tattoo

Il secondo episodio di Class mostra in maniera ancora più evidente i debiti e le fonti che hanno guidato gli autori, nel caso particolare di questa puntata Buffy Misfits sono sicuramente i riferimenti più lampanti. Un drago si aggira per la scuola scuoiando diverse vittime mentre Ram stenta a riprendersi da quanto successo al ballo della scuola. Nonostante questo, messo alle strette si unirà al gruppo nel fermare la bestia, collegata al suo insegnante di calcio. Onestamente a un certo punto della puntata si perde il conto delle morti, e si crea una crepa spazio-temporale nella sospensione dell’incredulità: troppo spinta la mano sull’eccesso, anche di sangue, per una serie che non ha ancora le basi per potersi permettere un tale atteggiamento.

Non puoi risultare credibile se fai affrontare un lutto a un ragazzo mentre è faccia a faccia con un drago
E difatti la struttura crolla, da un lato per gli sfrontati colpi di una troppo irrealistica fantasia, dall’altro per il peso di cliché troppo abusati per poter bastare da soli a reggere la baracca. La maturazione difficile di Ram, ormai bersaglio di qualsiasi bukkake di sangue ci sia in quella scuola, viene resa in parallelo con l’allenamento calcistico, a sottolineare la necessità di tempo e lavoro su sé stessi per poter andare avanti. O nella formula sintetica del padre di Ram: “migliorerai!”. Veniamo a scoprire qualcosa anche sugli altri personaggi, ad esempio la solitudine di Quill o la storia di Tanya, piantando qualche seme per lo sviluppo nelle future puntate. Anche Alice ottiene un po’ di attenzione in questa puntata Ramcentrica, mettendo in evidenza il suo difficile rapporto con il padre. Purtroppo non giova al gruppo intero la nonchalance con cui convivono rispetto all’aver dato in pasto a un drago una persona reale, pur se criminale; poco spazio viene dato all’analisi di questo fondamentale aspetto dell’omicidio, che persino nella serie originale rappresenta un tabù per il Dottore.

Il secondo episodio di Class conferma che, per ora, “il fondoschiena dell’Inferno” (com’è stata chiamata la crepa) è un nome più che adeguato per quello che finora si è visto. Psicologia spicciola affrontata con veemenze sci-fi troppo eccessive, su uno sfondo sproporzionatamente violento e pregno di sangue, quasi un tentativo di (auto)convinzione che a certe cose ci si sia fatta ormai l’abitudine. Aspettative nettamente deluse fino a questo momento, rimangono sei episodi per cambiare idea.

2

 

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Note

  • Nell’elenco dei caduti presente a scuola è possibile leggere i nomi di “Parson. H., Foreman. S., Pink. R. D. e Oswald. C.”, tutti personaggi presenti in Doctor Who (Susan Foreman era la nipote del Dottore nella primissima stagione!).
  • La sigla è veramente accattivante!

L’inquadratura più bassa per il momento più alto delle due puntate:

The pen is on the alien

Per la rubrica “Il dono della sintesi che vorremmo”:

L'Autore

Giuseppe Capuano

Giuseppe Capuano

Grazie al suo Tardis viaggia da Sunnydale a Capeside passando sull'isola di Lost. Ha frequentato il Community college ed è contento di avere una Modern Family che gli permette di vedere cose orrende come Last resort. È al contempo un appassionato di fumetti e cinema (da prima che iniziassero a uscire assieme). Non supererà mai il trauma della chiusura di Hannibal e Suburgatory, per questo si consola facendo il wedding planner a Westeros.