The Young Pope

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Mabel Mezza
Scritto da Mabel Mezza

Lenny Belardo, 47enne, è il primo papa americano della storia. Gli piace fumare, fa colazione con la coca-cola e conosce tutte le strategie per conquistare la vetta del potere. Eppure anche lui, così potente e affascinante, è logorato dalla solitudine e da un passato drammatico…

Noi di SerialFreaks, oggi 10 ottobre, abbiamo avuto il grande privilegio di partecipare alla conferenza stampa di The Young Pope, con il cast e il regista Paolo Sorrentino. Proveremo ora a dare un resoconto, senza spoiler, del primo episodio di una serie che fa del fascino estetico la sua cifra identificativa.

In un luogo popolato da anime perse che non hanno vissuto – il Vaticano – prende avvio il pontificato di Pio XIII. Lenny Belardo, 47enne, è il primo papa americano della storia. Ma questa  è solo una delle mille particolarità che lo rende  unico nel suo genere. Rivoluzionario e allo stesso tempo reazionario, protagonista di un ossimoro affascinante, Lenny si impone sulla scena, con un protagonismo titanico e magistrale. Abile oratore, perspicace ed ironico sale al potere con una sicurezza tale da annientare ogni nemico con la sola potenza dello sguardo. Eppure dietro a questa mimica statuaria, a questo charme disarmante, si nasconde un uomo in lotta con i proprio demoni, continuamente scisso tra il ruolo che la società gli impone e il flusso della vita che urge e preme. Sospeso tra passato e presente, Lenny si trova al centro di un limbo esistenziale che non riesce a neutralizzare. Il suo sguardo è perennemente rivolto all’indietro e così l’occhio scenico guida lo spettatore nel suo retroscena esperienziale. Eccolo lì un piccolo Lenny, solo al mondo, abbandonato da madre e padre, alle soglie di un orfanotrofio, che viene accolto da Suor Mary. E allora iniziamo a capire che dietro alle stravaganze, alla coca cola cherry a colazione o alle sigarette nelle stanze vaticane, si nasconde il dramma di chi, nella vita, non ha mai trovato risposte ai suoi perché.

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La dialettica del dubbio è ciò che lo connota nel profondo. Con il dubbio si confronta quotidianamente. Con il dubbio vive la proprio fede, in modo estremo, in modo conservatore e rituale , ma pur sempre con un atteggiamento critico, proprio di chi ha una mente predisposta alla riflessione. A metà tra fede e ragione, innovazione e tradizione, Lenny vive una contraddizione perenne. La rappresenta, in ogni suo gesto, in ogni suo pensiero. Un uomo, pure se tremendamente solo, con la classica sindrome d’abbandono, vittima dei suoi tormenti personali appare maestoso, potente in quelle stanze così sacrali. La sua personalità prettamente poliedrica – da qui deriva il suo grande fascino – ci rende impossibile categorizzare il suo Io, riassumere in un’unica definizione quel puzzle caratteriale che lo contraddistingue. Di un’intelligenza sui generis, costruisce il suo castello del potere relegando i propri traumi nel cantuccio del suo Io, nei meandri del suo inconscio. Quei traumi, con un’estetica surrealista a cui Sorrentino ci ha abituati, prendono forma in quel linguaggio unico e spontaneo che è quello dei sogni. Nel mondo dei sogni egli libra oltre le sue paure più terrificanti per poi naufragare nell’oceano del suo passato.

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Suor Mary è la donna che ha fatto sì che un orfano divenisse papa. Non ci sorprende, quindi, la centralità e complessità del suo personaggio all’interno del plot building. Con uno sguardo penetrante e profondo, Suor Mary diviene il braccio destro di Sua Santità. Con una personalità complessa, anche il suo personaggio ha un profilo originale e dinamico. Materna, ma allo stesso tempo molto risoluta, rompe ogni stereotipo e siede nelle stanze del potere. Quelle stanze – inutile dirlo – precluse alle donne dalla notte dei tempi ora seguono la sua attenta ed arguta regia. Con la presenza di un personaggio come Suor Mary, The Young Pope assume le sembianze di un romanzo formativo. Ciò a cui assistiamo, infatti, è l’iter pedagogico di Lenny e il suo rapporto con il tutor. L’infanzia, l’educazione ricevuta da giovane , il suo passato diventano le uniche chiavi interpretative del suo presente.

Il personaggio di Suor Mary, inoltre, non si esaurisce solo nel rapporto con il protagonista, ma acquisisce una sua autonomia, divenendo l’antagonista di Voiello, l’altro grande personaggio della serie. Rispettivamente rappresentanti della nuova e vecchia guardia, Suor Mary e Voiello diventano protagonisti di un gioco di potere, in cui la retorica e l’astuzia sono gli elementi principali. Ma in The Young Pope nulla è definito, ogni storyline segue un movimento sinusoidale, ricco di sfumature e cambiamenti e ciò è valido anche per il loro rapporto, la cui base diviene subito un odi et amo, sottratto alla laicità.

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Il cardinale Voiello è la mente machiavellica del castello del potere. L’uomo dietro le quinte. Il demagogo, l’Andreotti del Vaticano. Incarna, in modo perentorio, il classico binomio del sacro e del profano, in cui ad una confessione si alterna uno sguardo languido alla Venere di Willendorf , agli impegni ecclesiastici un improvviso inno del Napoli, all’immagine di Cristo quella di Higuain. Questo contrasto tematico rende il suo personaggio molto ironico e conferisce alla serie la giusta dose di umorismo. Ogni scena con Voiello, infatti, ruba allo spettatore un sorriso, che nasce proprio da un tipico sentimento del contrario.

The Young Pope ha come cornice pragmatica il grande surrealismo estetico di Sorrentino
Il contrasto cromatico, evidente già dalle scarpe rosse di Lenny, i giardini incantati, la grande bellezza di Roma sono caratteristiche fondanti dello show e che contribuiscono a creare una scenografia parlante. I temi trattati trovano una loro rappresentazione non solo nei personaggi ma anche nell’ambiente che li circonda. La classicità della Roma sacra si perde nei mille volti dei fedeli, i giardini incantati diventano salotti del potere, in un espressionismo visivo tipico della scrittura di Sorrentino. La spiritualità, la ricerca della beatitudine di Jep Gambardella, la figura della Santa de La Grande Bellezza appaiono anche in The Young Pope,ma in un certo senso rielaborati in una chiave meno ironica e più profonda. Tuttavia la cadenza dei dialoghi, il gioco cromatico e la scrittura visionaria sono gli stessi.

The Younge Pope appare così un prodotto vincente, accattivante, in grado di far riflettere e divertire allo stesso tempo. Una sceneggiatura che pone al centro la solitudine e il dramma dell’uomo moderno, a prescindere dalla carica pubblica ricoperta. L’espressionismo del plot è reso magistrale dalla mimica e dalla retorica di Jude Law, che è davvero spettacolare e interpreta il suo ruolo alla perfezione, dallo charme e dalla carica espressiva di Diane Keaton e dall’incredibile recitazione di Silvio Orlando, che si conferma uno dei migliori attori italiani. Oltre a questi tre profili principali, vi è tutta una galleria di personaggi che arricchisce la trama, conferendole prospettive diverse ed originali.

Ma cosa ci vuole dire The Young Pope? Sorrentino ci tiene a precisare, nel corso della conferenza stampa, che il suo è un nuovo modo di rappresentare il clero. Dice, infatti, che il Vaticano è stato messo in scena o puntando sulla sua infallibilità (come in Italia) o sulla sua malvagità (come accade spesso negli USA). Sorrentino invece non vuole provocare né denunciare nulla, vuole solo rappresentare l’universo di emozioni che si cela in quell’ambiente claustrofobico. Vuole mettere in scena l’umanità di quelle figure così misteriose. Questa è la sua prospettiva nuova. Eppure un fantastico Nanni Moretti, forse con meno estetismo, qualche anno fa, già l’aveva proposto…

Assegno a questa premiere 4,5 porcamiseria, per il magistrale espressionismo caricaturale. Il voto non raggiunge il massimo, perché a me, personalmente, quell’estetismo un po’ ermetico, slegato da un rapporto dialettico forma/contenuto, forse, non ha mai convinto…

4.5

 

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L'Autore

Mabel Mezza

Mabel Mezza

Studentessa di Lettere che ha sognato sempre una vita alla Sex and the City, con un po' del mistero di Desperate Housewives e il pizzico di avventura di Revenge. Telefilm addicted al più alto livello, vedere serie TV è la mia passione, scriverci sopra uno stile di vita!