Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.

4×07 Deals with Our Devils – 4×08 The Laws of Inferno Dynamics

Agents of S.H.I.E.L.D. conclude la sua prima metà di stagione – e il suo primo arco narrativo – con due puntate molto diverse tra loro.

Con un colpevole ritardo – ma giusto in tempo per i nuovi episodi, pensate un po’ il tempismo! – arriviamo a parlare del midseason finale di Agents of S.H.I.E.L.D.. La serie di punta della Marvel ha concluso la sua prima metà di stagione con due episodi decisamente diversi tra loro, i quali però condividono un obiettivo comune: portare a compimento la storyline di Ghost Rider e preparare il terreno per ciò che ancora deve avvenire, al cui centro sicuramente troveremo Aida e i Life Model Decoy.

Più Ghost che Rider

Dopo gli eventi di The Good Samaritan, Coulson, Fitz e Robbie Reyes si trovano intrappolati in un’altra dimensione (la stessa in cui si trovavano Lucy e tutti gli altri scienziati legati al famigerato Darkhold) in cerca di una via d’uscita. L’espediente utilizzato non è certo dei più originali, ma la messa in scena è da manuale: Deals with our Devils ci narra la storia sfruttando il cambio di prospettiva da una dimensione all’altra, ci fa scoprire piano piano i retroscena di eventi che fino a pochi minuti prima ci sembravano senza senso o affrettati, il tutto con il suo solito impeccabile occhio di riguardo per i protagonisti.

Questo settimo episodio è infatti interamente dedicato ai personaggi, con una trama orizzontale che procede poco ma con il focus concentrato sulle dinamiche interne al team. La sparizione di Coulson e Fitz mette in allarme tutti allo S.H.I.E.L.D. ed ognuno ci fa i conti a proprio modo, anche se colui che forse ne fa più le spese è Mack: la sua rabbia fuori controllo lo rende infatti un candidato ideale per lo Spirito della Vendetta che, decisamente refrattario a finire nella dimensione oscura insieme a Robbie, lo sceglie come nuovo Ghost Rider al suo posto.

Deals with our Devils è una puntata, come dicevamo, che non aggiunge molto al main plot ma che gioca diversi assi dalla manica: una sceneggiatura brillante, un ritmo sempre sostenuto e, soprattutto, il grande pregio di riunire il team, che mai come in questa stagione era stato così disgregato. In più, riesce a darci il primo spunto di ciò che nell’ottavo episodio diverrà ancora più chiaro, ovvero che la vicenda di Ultron, nell’universo Marvel, non ha insegnato niente a nessuno.

Plutonium!

Arriviamo finalmente al midseason finale, che al contrario dell’episodio precedente spinge con forza sull’acceleratore della trama principale per tirarne le conclusioni. Lo S.H.I.E.L.D. e Ghost Rider – di nuovo con le fattezze umane di Robbie Reyes – uniscono le forze contro Eli Morrow, che nel suo delirio di onnipotenza e nel suo giocare con l’energia dimensionale rischia di radere al suolo Los Angeles. Ma è di nuovo Aida, ormai allo scoperto con tutti (Mace compreso) e in pieno controllo della conoscenza derivata dal Darkhold, ad essere determinante per la sconfitta del villain.

The Laws of Inferno Dynamics rappresenta un vero e proprio passaggio di testimone tra Robbie e Aida, e ancor di più tra le loro rispettive storyline. Una si conclude (definitivamente, pare) mentre l’altra è solo all’inizio, pronta ad esplorare il suo enorme potenziale di cui il plot twist finale ci ha dato solo un piccolissimo assaggio. Del resto, fin dallo scorso season finale auspicavamo l’arrivo dei LMD al centro della scena: Ghost Rider è stato un inaspettato e piacevolissimo diversivo, ma è il momento per lui di lasciare spazio a una minaccia decisamente più subdola.

Per il resto, l’episodio non brilla certo come il precedente in quanto a scrittura, data anche l’inevitabile prevedibilità nella risoluzione degli eventi, ma è comunque ricco di spunti notevoli che, come sempre, riguardano prima di tutto i personaggi. Daisy torna a pieno titolo nel team e la sua immagine viene riabilitata agli occhi dell’opinione pubblica, mentre Mack e Yo-Yo hanno finalmente modo di esplorare un nuovo lato del loro rapporto; è difficile che non vi sia scappato un sorriso (e una lacrimuccia, per i più sensibili) nel vedere il team Coulson finalmente riunito e di nuovo affiatato.

Tra i normali alti e bassi di una full season da più di 20 episodi, anche in questa quarta stagione Agents of S.H.I.E.L.D. si sta dimostrando una serie matura, solida, che ha trovato un suo equilibrio e lo porta fino in fondo. La sua innata capacità di gestire una tale coralità di personaggi e di storyline la rende un piccolo gioiello, decisamente troppo sottovalutato dal pubblico – cosa che potrebbe minare il rinnovo per un quinto anno – e, forse, cannibalizzato dalle sue stesse sorelle di casa Netflix.

Quattro porcamiseria per il settimo episodio…

4

 

…e tre e mezzo per l’ottavo, che come dicevamo risente leggermente della troppa prevedibilità dello scontro tra lo S.H.I.E.L.D. ed Eli Morrow ma si conferma comunque a livelli molto, molto buoni.

3.5

 

Note da nerd

  • ”Yeah, right. Maybe in the comic book version.” A Coulson piacerebbe vedere Daisy come direttrice – inumana – dello S.H.I.E.L.D., ma ci pensa lei stessa a ricordargli che nei fumetti è proprio così: Quake ha raccolto il testimone di Nick Fury ed è alla guida della versione cartacea dell’agenzia.
  • Sempre parlando di fumetti, i Life Model Decoy sono sempre stati al centro delle storie dedicate allo S.H.I.E.L.D.: addirittura si è scoperto che lo stesso Nick Fury ha per decenni usato un esercito di suoi LMD senza che nessuno degli Avengers o degli altri eroi se ne accorgesse. Con certe premesse, la seconda parte di stagione si prospetta davvero interessante.

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L'Autore

Andrea Serini

Andrea Serini

Il vostro amichevole Andre di quartiere. Drogato di serie tv come di supereroi a fumetti, l'unione delle due cose spesso scatena in lui orgasmi incontrollati. Adoratore di Lost dalla prima alla (ebbene sì) ultima puntata.