Orange Is The New Black | SpecialiOrange Is The New Black: cosa possiamo aspettarci dalla settima stagione?

Il finale della sesta stagione di Orange Is The New Black ci ha lasciati a bocca aperta e con moltissime domande su cosa potrà succedere nella prossima stagione: sarà l'ultima, o la storia continuerà? Che ruolo avrà Piper? E come si risoveranno le molte altre questioni che ormai ci stanno a cuore? Abbiamo provato a buttare giù le questioni principali che vorremmo vedere risolte, e a fare qualche ipotesi su cosa potrà succedere.

Il bingewatch della sesta stagione di Orange Is The New Black si è chiuso come spesso è capitato con dei discreti colpi di scena che terranno i fan della serie sulle spine per quasi un anno, fino all’uscita della settima stagione. Ma cosa ci possiamo aspettare di preciso dai prossimi episodi della serie? Quali tematiche vedremo, o vorremmo vedere, affrontate a luglio 2019?

Attenzione: da qui in poi, grossi spoiler sulla sesta stagione e sul season finale.

Di sicuro la domanda principale che tutti ci saremo fatti, dopo il season finale, sarà stata una sola: ora che Piper è uscita di prigione, come continuerà la serie?
Procederà senza la sua protagonista, come nulla fosse, concentrandosi su chi è rimasto dentro e tirando in ballo Piper per mostrare la vita dopo la prigione (come però sta già facendo Aleida, che visto il background sociale dà anche un’immagine più realistica e veritiera delle difficoltà a tornare nel mondo una volta usciti dal carcere, tra la ricerca di una sistemazione e di un lavoro, i pregiudizi che si affrontano, i servizi sociali…)?
Oppure sarà l’ultima stagione, col compito di chiudere le trame e magari di regalarci qualche salto temporale per assistere all’uscita di prigione di alcune detenute, tipo Alex che si deve ricongiungere con Piper?
A meno di qualche colpo di scena difficilmente digeribile che riporti la bionda in prigione, è probabile che ci si stia avviando verso la conclusione di una delle serie migliori prodotte da Netflix.

Passando invece alle detenute, e a questioni meno generiche, si dovrà scoprire come cambieranno i rapporti di forza nella Massima Sicurezza dopo che CarolBarb si sono uccise a vicenda.
Le prigioniere sembrano essere stufe delle guerre tra bande, e pure Daddy durante la partita sembra avere optato per la pace. Ma la folle Badison accetterà tutto questo, limitandosi a dividersi pacificamente i traffici con l’altro braccio e firmando una tregua? O vedrà il caos in arrivo come un’opportunità per scalare le gerarchie?

Chi comanderà le due sezioni contrapposte della prigione, ora che le vecchie regine sono scomparse? E cosa comporterà per le detenute?

Del resto le due tiranne della prigione sono morte, il secondo in comando dei nemici sembra preso maggiormente dalle questioni amorose che dalla guerra, l’irritante Piper non è più tra i piedi… Badison potrebbe cercare di instaurare un nuovo regime del terrore.
Ma probabilmente la cosa non funzionerebbe granché bene, a parte follia e violenza non pare averi grandi doti.
E in più nel suo stesso braccio c’è Red, che ormai era riconosciuta come alleata di Carol e che ha una lunga esperienza alla guida delle detenute: potrebbe tornare a occupare un ruolo di primo piano riempiendo il vuoto lasciato dalle sorelle, o quantomeno da Carol. Con Badison come aiutante, o come acerrima nemica.

In tutto questo rimarrebbero però due grandi incognite.
La prima, chiaramente, sarà Freida. Sopravvissuta ai tentativi di omicidio, sopravvissuta fortunosamente anche all’ultimo progetto che vedeva le sorelle unite per trovarla ed eliminarla, ora dovrà però fare i conti con Red.
Per ora abbiamo visto Red cercare molto la vendetta a parole, ma barcollare quando si è parlato di uccidere la traditrice. Una rappacificazione sarebbe molto complicata, ma non si sa mai…
L’altra incognita invece è Alex. Ormai è stata coinvolta nei traffici illeciti, e dubito che ne possa uscire così agevolmente solo perché il capo è morto. Ma d’altro canto ora è nel suo completo interesse tenere un profilo bassissimo per non subire incrementi di pena: deve uscire quanto prima per raggiungere Piper, non può permettersi passi falsi. Le sarà consentito tutto ciò? O Badison la ricatterà come aveva cercato di fare con Piper?

Poi abbiamo le questioni sulle detenute con problemi.
Daya ha avviato un proficuo traffico di droga nel carcere grazie alla madre, ma allo stesso tempo ne sta diventando pericolosamente dipendente. E Aleida pare aver gettato la spugna, preferendo ottenere i soldi per poter aiutare gli altri figli che tentare invano di salvare la pecora nera perdendo nel frattempo la possibilità di riprendersi la sua famiglia. Anche Daddy non sembra curarsene minimamente per ora, l’unica che potrebbe forse tentare di salvare la ragazza potrebbe essere la povera Nicky, già autrice del salvataggio di Barb. Del resto Nicky è sempre stata uno dei personaggi più positivi della serie, con i suoi problemi e i suoi lati negativi, ma che almeno cerca sempre di fare la cosa giusta, di comportarsi bene. Come ha fatto con Lorna in questa stagione, cercando in ogni modo di tenerla fuori dagli scontri tra bande e nascondendola prima della partita.
E ora Lorna sta finamente per partorire. Andrà tutto bene con il parto, o ci saranno complicazioni dovute a tutta la situazione? E cosa succederà una volta nato il bambino? Finirà col padre, sarà dato in affido o causerà un trasferimento in altra struttura della detenuta?

 

Ci sono poi le questioni relative alle guardie: prima della fine della serie, Luschek riuscirà a tirare fuori orgoglio, amor proprio e coraggio e a comportarsi una sola volta da essere umano invece che da codardo? Non è certo mai stata una guardia particolarmente negativa, fin dalle prime stagioni è apparso come amichevole e non particolarmente dannoso, anzi abbastanza vicino alle detenute. Ma alla lunga la sua ignavia, la sua codardia hanno stufato e ripugnato, con l’apice raggiunto nel finale di stagione, quando vedendo il campo pronto per la guerra tra bande se ne è andato via senza fare niente. Neanche un tentativo di mettere in guardia i colleghi, soprattutto la McCollough che abbiamo già visto essere quella più provata dagli eventi della rivolta e che invece, incredibilmente, è stata anche quella che è riuscita a mantenere il controllo, a fidarsi dei suoi istinti e a mettere in sicurezza la situazione prima ancora che potesse nascere il primo problema.
Proprio lei, riuscirà a riprendersi dai traumi subiti? Speriamo di sì, trattandosi di un personaggio molto interessante e, soprattutto, umano.

E poi, chiaramente, abbiamo la grande questione in sospeso: la condanna ingiusta a Taystee per l’omicidio di Piscatella, ucciso invece erroneamente dai suoi stessi alleati durante l’irruzione nella prigione. Riuscirà Caputo a far riaprire il processo e a trovare prove per scagionarla? O il destino della ragazza rimarrà questo, a condanna di un sistema giuridico ingiusto?
La nuova e imprevedibile alleanza tra Caputo e Fig potrebbe portare a qualche risvolto interessante, ma per arrivarci la donna dovrebbe rinunciare alla carriera e a tutto ciò che ha sempre voluto e per cui ha sempre lottato, mettendosi contro la ditta e rischiando di perdere tutto. Sarà possibile un tale ravvedimento per lei che finché era stata alla direzione della prigione era vista come il male assoluto, l’emblema del capitalismo e di tutto ciò che c’è di marcio nel sistema americano delle prigioni private?

La storia di Taystee avrà un lieto fine, o il realismo prenderà il sopravvento lasciandoci un retrogusto amaro in bocca?

Il che comunque ci conduce anche all’ultimo quesito sulla nuova stagione e sul futuro della serie, nato dalle ultime scene a sorpresa del finale di stagione.
In queste scene molto disturbanti abbiamo visto parte dei detenuti uscire per raggiungere correttamente i parenti, mentre altri detenuti venire fatti salire sui furgoni dell’ICE. Come Blanca, che vorrebbe solo potersi riunire col suo uomo per provare ad avere un figlio prima che sia troppo tardi per lei, che è arrivata a tentare l’assurdo progetto di inseminazione partorito da Nicky, e che proprio quando intravedeva la luce alla fine del tunnel con questa scarcerazione anticipata, si ritrova gettata in pasto all’immigrazione. Lo sguardo di sconforto e di rassegnazione col quale prende atto della situazione è devastante.

Questa virata sull’ICE sembrerebbe essere solo un avvicinamento all’attualità, vista la situazione americana di questi tempi, ma non potrebbe per caso essere qualcosa di più? Magari potrebbe esserci la possibilità di una sorta di spin-off per quando la storia di Litchfield sarà finita, qualcosa ancora più attuale e dedicato ai centri di detenzione dell’ICE, al muro col Messico, al trattamento riservato ai migranti che salgono in America. Si tratta di temi scottanti e freschissimi, ma Netflix non sembra avere avuto mai troppe remore nello schierarsi né nel pubblicare materiale attuale e scomodo, quindi chissà che non ci possa essere davvero qualcosa di più grosso dietro ai riferimenti sempre più frequenti a questo nuovo business dell’ICE…

Di sicuro aspetteremo con grande curiosità le prime notizie relative alla settima stagione, a caccia di accenni sulla direzione che prenderà la storia.