I Medici2×05 Legàmi – 2×06 Alleanza

Con Jacopo de' Pazzi pronto a tutto pur di sconfiggere i suoi rivali, Lorenzo dovrà cercare di mantenere in equilibrio i rapporti con Papa Sisto IV e l'instabile sodalizio con Francesco de' Pazzi, mentre Giuliano lotta contro tutti per l'amore di Simonetta.

Dopo l’interessante approfondimento dei sentimenti e, di conseguenza, del carattere dei protagonisti proposto negli scorsi episodi, I Medici: Lorenzo il Magnifico riprende le redini della trama orizzontale dedicando ad essa un’attenzione pressoché totale, con l’obiettivo di portare la rivalità tra le famiglie fiorentine al culmine e preparare quindi la strada agli avvenimenti che saranno al centro dell’imminente season finale.

In particolare, la trama politica si articola su due linee narrative principali, che si incontrano in più punti ma che vanno a toccare personaggi e dinamiche diverse. Innanzitutto, la contesa per il dominio sulla città di Imola tra Galeazzo Sforza e Raoul Bova Papa Sisto IV diventa il pretesto perfetto per approfondire il personaggio del pontefice e i suoi rapporti con Lorenzo de’ Medici: se finora abbiamo visto un comportamento conciliante e benevolo nei confronti del giovane da parte dell’uomo, che ha addirittura combinato il suo matrimonio con Clarice quando era ancora cardinale, adesso l’attrito tra la Banca – e la famiglia – Medici e lo Stato Pontificio si fa sempre più acuto per via delle mire espansionistiche di quest’ultimo, finché il Papa non mobiliterà addirittura le sue truppe per conquistare Città di Castello, protetta da Firenze e sconvolta da tumulti interni. Il maggiore spazio riservato alla figura di Sisto IV, anche grazie al confronto implicito con quella del Magnifico, è sicuramente una nota positiva all’interno di una vicenda politica che, come spesso accade nella serie, risulta piuttosto dispersiva e confusionaria a causa di una rappresentazione poco chiara e che omette delle utili premesse.

Dietro la crescente diffidenza di Papa Sisto IV nei confronti di Lorenzo si celano i consigli e le macchinazioni di Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa che agisce per ordine dei Pazzi, ai quali è legato sin dall’infanzia, e sarà questo a portarci subito nel vivo dell’approfondimento degli storici nemici della famiglia Medici, sempre più necessario per preparare al meglio il terreno agli avvenimenti del season finale. Come potevamo facilmente intuire, il sodalizio tra Francesco de’ Pazzi (Matteo Martari) e Lorenzo de’ Medici non dura molto e anzi, viene radicalmente sconvolto nel giro di un episodio: dalla scena d’apertura in cui Francesco battezza il figlio del Magnifico mentre questi si lancia in elogi sul suo nuovo amico che addirittura fanno ingelosire Giuliano, passiamo infatti a un definitivo allontanamento passando attraverso motivazioni pretestuose e piuttosto improvvisate. Dunque era davvero necessario forzare l’amicizia tra i due, portandola in alcune scene anche all’eccesso, per poi tornare nel giro di mezz’ora alla rivalità vista nelle scorse puntate?

Il sangue dei Medici deve essere versato.

Sicuramente possiamo intravedere in questa scelta l’intenzione di far conoscere meglio Francesco al pubblico, dando maggiore spessore al suo rancore nei confronti di Lorenzo, senza limitarsi a giustificarlo appellandosi alla storica rivalità tra le famiglie, ma il modo in cui l’uomo si lascia manipolare dallo zio, arrivando a rompere l’alleanza con i Medici, va in direzione totalmente opposta, indebolendo la caratterizzazione del personaggio. Tuttavia, il risvolto positivo del focus su Francesco è il conseguente protagonismo di Jacopo de’ Pazzi (Sean Bean), che continua a dar prova del suo odio cieco nei confronti dei Medici e allo stesso tempo della sua arguzia e della sua spietatezza, imponendosi come antagonista credibile e ben costruito, al punto che in alcune scene riesce quasi a persuadere il pubblico stesso della legittimità delle sue azioni per proteggere Firenze e allentare la presa dei Medici sugli affari della città.

Il compito di condire i due episodi di pathos spetta invece a Giuliano e Simonetta, la cui storyline viene portata avanti parallelamente alle vicende politiche che coinvolgono Lorenzo. Lo sviluppo della loro relazione clandestina verso il suo inesorabile e tragico epilogo prosegue senza sbavature, offrendo anche questa settimana uno sguardo sul carattere di un personaggio affascinante e carismatico come Giuliano de’ Medici, per nulla disposto ad arrendersi di fronte al rifiuto dell’amata a causa dei sospetti di suo marito, e un’emozionante rappresentazione di una delle storie d’amore più celebrate del Rinascimento, una rappresentazione che, con la scena della prematura morte della ragazza tra le braccia di Giuliano e la successiva disperazione del giovane, tocca il cuore degli spettatori nel modo più semplice senza tuttavia risultare banale o fine a se stessa.

La giusta unione di guerre e sentimenti, simbolicamente rappresentata dal dipinto “Venere e Marte” portato a termine da Sandro Botticelli nel corso degli episodi, si rivela quindi il punto di forza di questo penultimo appuntamento con la seconda stagione de I Medici: la buona dose di coinvolgimento emotivo portata dalle scene tra Giuliano e Simonetta – e, naturalmente, dall’eccezionale montaggio in cui sulle note di Reinassance si alternano la nascita del figlio di Bianca e i complotti dei Pazzi – riesce infatti a distrarci dagli altalenanti risultati nella parte politica, dovuti all’evidente accelerazione del ritmo narrativo in vista del season finale, e ci permette di godere comunque di quell’intrattenimento di buona qualità su cui ormai la serie, sebbene potrebbe puntare molto più in alto, si è stabilizzata.

 

  • 6.5/10
    Storia - 6.5/10
  • 7.5/10
    Tecnica - 7.5/10
  • 8.5/10
    Emozione - 8.5/10
7.5/10

Summary

L’imminenza del season finale costringe la serie ad accelerare il ritmo per quanto riguarda la trama politica, penalizzandone la comprensibilità e indebolendo l’approfondimento di alcuni dei protagonisti; fortunatamente, un montaggio mozzafiato e l’efficace sviluppo di una storyline parallela aiutano a tenere vivi l’attenzione e il coinvolgimento dello spettatore.

Porcamiseria

7.5

L'imminenza del season finale costringe la serie ad accelerare il ritmo per quanto riguarda la trama politica, penalizzandone la comprensibilità e indebolendo l'approfondimento di alcuni dei protagonisti; fortunatamente, un montaggio mozzafiato e l'efficace sviluppo di una storyline parallela aiutano a tenere vivi l'attenzione e il coinvolgimento dello spettatore.

Storia 6.5 Tecnica 7.5 Emozione 8.5
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