Better Call Saul4×06 Piñata – 4×07 Something Stupid

Jimmy e Kim sono sempre più lontani, mentre la guerra tra Gus Fring e i Salamanca mette in risalto le abilità e le manie di controllo del futuro re delle metanfetamine. Mike amministra un cantiere in cui non mancano tentativi di defezione, tenendo d'occhio un operaio ribelle. Better Call Saul è sempre piacevole, ma questa volta qualche difetto viene a galla.

Better Call Saul scivola su una piccola buccia di banana, e lo fa grazie a due stratagemmi narrativi che tendenzialmente si tirano fuori dal cappello quando non si ha nulla di meglio da dire. Non inficiano sicuramente la qualità globale dello show, questo è da specificare, ma vista la sua caratura non ci si aspettano facilonerie, per quanto ben incorniciate nella storia.

Partiamo da Piñata e dal monologo di Gus Fring. Gilligan e Gould ci tengono a far emergere la mania di controllo e il gioco della dominazione del futuro re delle metanfetamine, e lo fanno con un ben strutturato monologo del diretto interessato davanti a un Hector Salamanca ancora in coma. La regia è impeccabile, ma il monologo puzza un po’ di cliché, nonostante l’intensità interpretativa di Giancarlo Esposito.

Mike, forse avvertendo il carattere maniacale di Fring, si riavvicina alla famiglia con cautela, cercando comunque di mantenere un certo grado di distacco. Sul lavoro, i problemi con Kai, un membro della squadra isolata nel bunker, non tardano ad arrivare – proseguendo con un piccolo episodio di aggressività dopo un incidente in fase di costruzione della botola nella lavanderia.

Jimmy nel frattempo torna da Howard per ritirare la sua parte esigua di eredità, e mai come in altre circostanze si nota come la scomparsa di Chuck abbia fatto enormi danni alla HHM. Jimmy, sempre più invischiato in illeciti e manovre di dubbia etica nel campo della telefonia mobile, sfoga la sua rabbia verso di lui, trovando forse una giustificazione razionale alla sua attività: se si segue la strada dell’onestà, nella migliore delle ipotesi si finisce sul lastrico e con i capelli diradati.

L’allontanamento di Kim è sempre più marcato, passando per casi pro bono e l’apertura della divisione bancaria di Schweikart & Cockley: i disegni di Jimmy fanno tenerezza, ma il percorso della coppia li porterà inesorabilmente lontani. Un giorno non troppo lontano Jimmy potrebbe finire dall’altro lato della barricata, difeso dalla stessa Kim – e poco ci manca, dato che nell’immediato tocca a Huell; durante la transizione lunga mesi raccontata da un brillante split screen vediamo i due allontanarsi sempre di più anche nello stesso letto, fino a mandare in nero la parte di Kim, preannunciando l’inevitabile separazione che probabilmente arriverà con la fine della stagione.

Il fast forward a cui assistiamo, sebbene magistralmente montato e diretto, è il secondo cliché in questa coppia di episodi, reso ancora più grave visto il contrasto con lo stile narrativo tipicamente metodico e lento della serie. In parte la regia si fa perdonare l’utilizzo dell’escamotage, in parte era necessario, essendo quelli di Jimmy e Kim frutti e conseguenze da cogliere nel medio periodo.

In Something Stupid, omonimo titolo della canzone che fa da colonna sonora durante il lungo montaggio del flash forward, vediamo i primi risultati del lavoro di Kim, ma anche i primi intoppi nel business di Jimmy. Kim si mostra disposta ad aiutare Jimmy e Huell – sa benissimo con chi ha a che fare, e sceglie comunque di stare stoicamente al suo fianco – ma si vedono segnali di deterioramento, particolarmente visibili durante e dopo la cena con gli associati della S&C.

si ha la sensazione che gli elementi mancanti alla convergenza corrispondente all’inizio di Breaking Bad siano pochi e prevedibili

La bastonata più forte, in perfetto stile Chuck McGill, è riservata dall’accoglienza di Kim nel suo ufficio, gelida e poco disposta al dialogo con Jimmy e con la risoluzione del suo problema: probabilmente il suo aiuto arriverà, in qualche misura, ma la solerte Kim sta sempre più diventando come il suo idolo, pur riuscendo a concentrarsi nei suoi casi pro bono.

Una coppia è forse in procinto di scoppiare, un’altra coppia di rivali ritorna alla ribalta, con il risveglio di Hector dal coma. Gus vede i progressi, ed è per questo che decide di lasciare la situazione in stallo, dando ennesima prova di crudeltà nel suo gioco di potere contro i Salamanca. Ora, essendo questa situazione allineata a Breaking Bad, si può presumere che il focus ritornerà esclusivamente sul laboratorio e su Mike, a meno di altre, piccole mosse contro il resto della famiglia Salamanca con Nacho Varga a fare da spalla.

C’è ancora un po’ di sostanza da spremere dalla storia di Jimmy, Kim e Mike, ma specialmente dopo il fast forward si ha la sensazione che gli elementi mancanti alla convergenza corrispondente all’inizio di Breaking Bad siano pochi e prevedibili. Non sono sicuramente stati due brutti episodi per Better Call Saul, ma non si può non ammettere il calo di qualità, a causa di qualche cliché narrativo di troppo.

Porcamiseria
  • 7/10
    Storia - 7/10
  • 9/10
    Tecnica - 9/10
  • 7.5/10
    Emozione - 7.5/10
7.8/10

In Breve

Better Call Saul inizia a perdere qualche colpo, nonostante una qualità globale comunque apprezzabile. Un paio di cliché rovinano la trama, ma il comparto tecnico supplisce ai difetti, con un montaggio e una regia impeccabili.

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Porcamiseria

7.8

Better Call Saul inizia a perdere qualche colpo, nonostante una qualità globale comunque apprezzabile. Un paio di cliché rovinano la trama, ma il comparto tecnico supplisce ai difetti, con un montaggio e una regia impeccabili.

Storia 7 Tecnica 9 Emozione 7.5
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